martedì 12 marzo 2013

Incontro dialogico genitori-figli per migliorare la proposta e la condivisione di valori


Nell’educazione dei figli oggi, il nodo problematico più difficile da sciogliere è quello dell’educazione morale.
l’educazione è sempre, in qualche modo, un fatto morale, in quanto essa lavora per  il bene della persona. Ciò più concretamente significa che l’educazione di un figlio consiste nell'aiutarlo a percepire i valori, ossia i criteri di fondo che guidano le scelte e le azioni, le motivazioni profonde dell’agire.


Il processo educativo non è una semplice tecnica pedagogica, perché esso mira alla formazione della persona nella sua totalità, la quale è un’unità indissolubile di intelligenza, volontà e coscienza.
La difficoltà principale che i genitori incontrano nella loro ricerca di un modo per far sì che il figlio diventi una persona libera, che abbia valori in grado di pensare autonomamente e fare le scelte migliori per la propria vita.
In realtà, ogni scelta viene considerata all’insegna del relativismo etico, perché si crede che tutti scelgano in maniera spontanea e soggettiva, per cui tutti hanno ragione della propria scelta compiuta. Spesso però questo relativismo viene mascherato dalla pretesa della neutralità morale dell’educazione, dichiarando che l’educazione, di per sé, non dovrebbe né trasmettere né imporre alcun valore. In realtà nel campo della morale non esiste alcuna neutralità. Anche chi dichiara  di non avere nessun valore, in realtà ne ha almeno uno, che è quello di non averne nessuno. Dietro la pretesa della neutralità valoriale e morale c’è in realtà un sostanziale relativismo etico, che lascia il soggetto totalmente in balìa di se stesso, senza alcuna indicazione, esponendolo alle mode e ai conformismi del momento.
Per queste ragioni, la famiglia è oggi chiamata a trasmettere con coraggio e fiducia ai figli i valori essenziali della vita umana. Va riconosciuto il fatto che l’uomo ha valore più per quello che è, che per quello che ha. I genitori sono chiamati in primo luogo ad educare i propri figli ad una giusta libertà nei confronti dei beni materiali.
Troppo spesso la società odierna è legata al consumismo e al materialismo, che favoriscono atteggiamenti di stampo utilitaristico, e che giungono perfino alla strumentalizzazione delle persone, con cui ci si relaziona quasi unicamente al solo scopo di trarne dei vantaggi.


Proprio per questo motivo la famiglia vive una sostanziale crisi del dialogo e della comunicazione intergenerazionale tra genitori e figli. Come spiego all'interno del mio saggio "Conflitto tra genitori e figli, la crisi del dialogo nella famiglia contemporanea" , genitori e figli hanno bisogno di valori condivisi e, per i figli, di figure di sostegno forti che li guidano nell'arco dell’esistenza, adeguandosi all’età e ai bisogni dei giovani.

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