lunedì 17 dicembre 2012

Figli più responsabili delle proprie scelte come sistema contro la dispersione scolastica


Quando parliamo di genitori che desiderano sostenere i figli attraverso un "progetto di vita", parliamo
anche della formazione scolastica dei giovani e l'incidenza dell'abbandono degli studi sul loro sviluppo.
Le esperienze di indagini condotte hanno individuato nel grado di sviluppo socio-economico il fattore discriminante per il manifestarsi del fenomeno. Molti studi hanno infatti dimostrato come famiglie che vivono una condizione di maggiore disagio all'interno di una realtà socio-culturale come quella dei popoli che vivono nel sud del mondo, nel mezzogiorno d'Italia, e le famiglie che vivono nella periferia delle grandi metropoli, ecc; giusto per fare alcuni esempi, sono soggetti a una forte discriminazione, che aumenta la possibilità di abbandono scolastico da parte di tanti giovani.
Inoltre, mentre prima la dispersione era diffusa soprattutto nelle aree caratterizzate da situazioni di disagio
economico-sociale,adesso, il fenomeno si è diffuso anche nelle aree con sistemi  economico-produttivi più forti.


La dispersione scolastica si pone, in questo caso, come indicatore della qualità del sistema formativo e pone
l'accento sul valore del ruolo e della funzione della scuola, della famiglia e delle altre istituzioni e
impone la ricerca di risposte e interventi adeguati e mirati, in un quadro di integrazione tra tutti i soggetti coinvolti.
La dispersione scolastica è, e resta, un fenomeno complesso, che non si può ricondurre a sole interpretazioni univoche di  causa-effetto, ma va, invece, analizzato secondo un modello sistemico.Per fare ciò è necessaria una visione integrata  dei vari fattori che si correlano e interagiscono, e dove il focus resta sempre il successo o l'insuccesso scolastico.
Dobbiamo parlare cioè di:


  • Condizione socio-culturale della famiglia;
  • Irregolarità della carriera scolastica(causata da una assenza di individuazione di diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento come la dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia);
  • Dinamiche soggettive dello studente( emarginazione, demotivazione, bassa autostima);
  • Difficoltà relazionali all'interno del gruppo (fenomeno del bullismo);
  • Una scelta imposta, fatta superficialmente o poco affine alla personalità dello studente.

Tutte queste possono  essere causa dell'insuccesso scolastico,perché si trasformano in disagio scolastico e successivamente in abbandono.
In primo luogo, l'interruzione degli studi può essere collegata all'impossibilità di proseguire, a causa dei ripetuti  fallimenti sul piano del rendimento o di un rifiuto nei confronti di una realtà, che al giovane che la vive, risulta sempre più frustrante (come avere brutti voti all'interno di una classe modello).
In generale, è normale che la famiglia consigli al giovane su quale possa essere il percorso più affine alle sue
aspirazioni, ma sempre lasciando che la scelta definitiva sia fatta dal giovane stesso.
Bisogna che i genitori capiscano quanto sia importante creare sicurezza nel giovane, e aiutarlo a diventare sempre più autonomo e saggio.
Le esperienze e i fallimenti, aiutano a crescere, ma indubbiamente sono anche segni che restano nella psiche di adolescenti e giovani, rischiando di diventare ostacoli. Bisogna quindi non imporre le proprie decisioni ai figli, o risolvere i loro problemi, ma aiutarli nell'acquisire una buona capacità di problem solving, e lasciare che imparino a scegliere per proprio conto.

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